Molto tempo prima che Vincent Van Gogh conferisse fama eterna al girasole, le popolazioni Incas lo identificavano come manifestazione terrena del loro dio del sole.
Il legame fra girasole e il sole è parte integrante del suo essere. Non solo costituisce il suo nome (in latino: “helios” = sole; “anthos” = fiore), ma è anche un richiamo alla sua caratteristica più famosa: “guardare” ad est, dove sorge il sole. In realtà solo gli esemplari non ancora maturi seguono il percorso da est ad ovest, tornando alla posizione originale all’imbrunire: solo da adulti lo stelo dei girasole si irrigidisce mantenendo l’orientamento ad est.
Dove collocarla
I girasoli si pongono a dimora in pieno sole; possono svilupparsi anche in ombra parziale, purché possano godere dell'esposizione ai raggi solari per almeno 5-6 ore al giorno. Queste piante si sviluppano meglio in luoghi con estati calde.
Irrigazione
Le specie da giardino amano essere annaffiate regolarmente, lasciando però asciugare molto bene il terreno tra un'annaffiatura e l'altra. Possono sopportare senza problemi periodi di siccità anche lunghi.
Concimazione e rinvaso
In primavera le piante da fiore necessitano di un buon apporto di concime, in modo da sviluppare al meglio i nuovi germogli ed i fiori; si consiglia un concime specifico per piante da fiore, ricco in potassio; utilizzando un concime a lenta cessione è sufficiente una somministrazione ogni quattro mesi; con un concime da sciogliere in acqua invece sarà necessario fornire concimazioni ogni 15-20 giorni.
Cure generali
Il girasole può essere piantato sia in vaso che direttamente nel terreno. Per quanto riguarda la coltura in vaso, sono sicuramente più adatte le specie di girasole più piccole. Trattandosi di una pianta annuale, una volta appassiti tutti i fiori, bisognerà aspettare la stagione successiva per poterne rivedere una nuova fioritura. Dopo essersi seccati, i fiori rilasciano direttamente sul terreno i semi da cui sarà poi possibile la riproduzione della pianta.