Prendersi cura della Mimosa

Da qualche anno a questa parte la mimosa si può coltivare anche in Val Padana! Con l'assenza di abbondanti nevicate e di ghiacciate, con alcuni semplici accorgimenti, potrete avere una nuvola di profumatissimi piumini gialli anche nel vostro giardino padano, e perfino sul terrazzo in vaso

 

Dove coltivare la mimosa

Le localizzazioni classiche sono il Centro-Sud, tutta la costa tirrenica e quella adriatica, nonché intorno ai grandi laghi padani, dal Maggiore al Garda: originarie dei deserti australiani, le temperature afose ed elevate degli ultimi anni lasciano le mimose del tutto indifferenti.

Da una decina d’anni anche la Val Padana è diventata una zona “sicura” per le mimose, non ancora in centro al giardino o in aperta campagna, bensì sempre a ridosso di un edificio (le radici vanno in verticale e non danneggiano le strutture adiacenti, basta rispettare una distanza di qualche metro per la chioma) in un punto soleggiato e riparato dai venti freddi.

Le varietà consigliate per il Nord Italia sono Acacia dealbata oppure A. baileyana, mentre nelle zone più miti Acacia rhetinoides (= A. floribunda o A. semperflorens) oppure, come "siepe" lungo il confine del giardino, optate per la splendida mimosa arbustiva spinosa A. armata, semplicemente invalicabile!

 

La coltivazione della mimosa in giardino o in vaso

Le attenzioni in giardino

Oltre al già citato pieno sole, la mimosa chiede un altro paio di condizioni: il terreno deve essere tendenzialmente acido, anche se accetta quello neutro mentre non tollera quello calcareo. E il suolo deve essere profondo e fresco: non sopporta l’aridità, ma teme i ristagni idrici, quindi è necessario che il substrato sia umido ma permeabile, con un drenaggio ottimo. 

Poi la mimosa teme il vento, soprattutto vicino al mare e nei primi anni di vita: conviene piantarla in posizione non esposta, magari a ridosso di alte siepi o arbusti, o di un edificio nel Nord Italia, oppure dotarla di tutore robusto, per evitare che si rovini e si debba contenere il volume della chioma con le odiate potature. Il sostegno, per es. un palo di legno di castagno trattato per l’esterno, va collocato al momento della messa a dimora: le piantine crescono con vigore e in 3 o 4 anni l'esemplare sarà già grande e affrancato dal tutore.

Gli stress da siccità possono far morire la pianta: l’irrigazione è fondamentale, soprattutto nei primi anni di vita; deve essere sempre regolare, e poi abbondante in primavera-estate e più distanziata nei mesi successivi.

 

Mimosa in vaso

In alternativa alla piena terra, la mimosa può essere coltivata in vaso, soluzione utile per i climi più freddi poiché si può ricoverare in serra fredda o proteggere con un telo di non tessuto durante la cattiva stagione: se ben concimata nei primi anni, sarà una presenza gradevole e colorata. Il contenitore deve essere grande (diametro o lato 24 cm per pianta alta 40 cm) e ogni anno in primavera dopo la fioritura va rinvasata con un perfetto drenaggio sul fondo. Durante la bella stagione le annaffiature devono essere regolari e abbondanti, ma solo dopo che il terriccio si è asciugato a 5 cm di profondità.

Se acquistate un vasetto questa primavera, procedete così: mettetelo sul balcone, meglio se al sole e in posizione riparata, e godetevi la fioritura, annaffiando tutti i giorni se il terriccio è secco, con sottovaso da svuotare del liquido rimanente dopo 10 minuti. Appena sfiorisce, potate i fiori secchi e rinvasate l’esemplare secondo quanto appena scritto.

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