Cos'è e da dove viene?
Appartenente alla famiglia dei Coccidae, questo insetto ha un areale originario che comprende Giappone, Cina, Corea del Sud e India. In Europa è stata segnalata per la prima volta nel 2017, in provincia di Milano. Attualmente in Italia è diffusa in quasi tutta la Lombardia, con alcune segnalazioni in Piemonte, e si sposta principalmente attraverso il commercio vivaistico e i trasporti.
Come riconoscere l'infestazione?
La Takahashia japonica è facilmente riconoscibile in alcune fasi specifiche della sua vita:
- Le Femmine Adulte: Misurano circa 7x4 mm. Nella fase pre-riproduttiva hanno un corpo verde-giallo pallido con una striscia rossa al centro del dorso, ricoperto da brevi riccioli di cera bianca. Quando maturano, il colore diventa giallo ocra, la striscia si scurisce e la superficie dorsale diventa rugosa.
- Gli Ovisacchi (il segno più evidente): Appaiono come tubicini bianchi ad anello dall'aspetto cotonoso, lunghi 4-7 cm. Ogni ovisacco al suo interno può contenere fino a 5000 uova.
Il Ciclo Biologico della Takahashia japonica
Questo parassita compie una sola generazione all'anno e si riproduce per partenogenesi (senza necessità di fecondazione).
- Novembre-Marzo: Sverna come ninfa in stato di quiescenza (di colore marrone scuro) sulla corteccia e nelle biforcazioni del tronco.
- Marzo: Le ninfe riprendono l'attività e mutano in adulti.
- Aprile-Maggio: Le femmine adulte producono gli ovisacchi sui rami basali.
- Fine Maggio: Le uova si schiudono e le neanidi migrano verso le foglie, trasportate anche dal vento.
- Giugno-Settembre: Le ninfe si alimentano sulla pagina inferiore delle foglie.
- Ottobre: Le ninfe mature tornano sui rami per svernare.
I Danni e le Piante a Rischio
Il danno principale della Takahashia japonica consiste nel disseccamento e nella necrosi delle gemme, con un impatto particolarmente severo sui giovani alberi. Durante l'inverno, la persistenza degli ovisacchi rappresenta anche un forte danno estetico.
Questo insetto può attaccare fino a 35 specie arboree diverse. Tra le più colpite in Italia:
- Suscettibilità molto elevata: Acero di monte (Acer pseudoplatanus)
- Suscettibilità elevata: Gelso nero e bianco (Morus nigra, M. alba), Carpino bianco (Carpinus betulus), Storace americano (Liquidambar styraciflua)
- Suscettibilità media-alta: Albero di Giuda (Cercis siliquastrum)
- Suscettibilità media e variabile: Bagolaro (Celtis australis), Albizia (Albizia julibrissin) e Olmi (Ulmus spp.)
Come intervenire?
Per ottenere gli effetti più significativi per la salute della pianta, il momento migliore per agire è durante l'inverno (quando le ninfe sono visibili sui rami) o in primavera, prima della schiusa delle uova.
Attraverso i prodotti della linea Newpharm H&G, è possibile debellare l'infestazione rispettando l'ambiente, utilizzando principi attivi naturali e corroboranti.
L'intervento deve avvenire tramite l'uso di una pompa a pressione (manuale o elettrica) per garantire che il prodotto raggiunga ogni parte della pianta, inclusa la parte inferiore dove i parassiti si rannidano.
Quali prodotti usare?
| Obiettivo |
Prodotto |
Modalità d'Azione |
Dosaggio e Frequenza |
| Rimozione degli insetti |
SAPONE MOLLE |
Dissolve la melata, rimuove gli ovisacchi e garantisce un'azione soffocante su neanidi e adulti. |
5-12 ml/L. Ripetere il trattamento dopo 5-15 giorni se l'infestazione persiste. |
| Controllo stadi giovanili |
OLIO DI NEEM |
Impedisce il raggiungimento dello stadio adulto e rende gli insetti inappetenti. |
5-15 ml/L. Applicare settimanalmente da maggio a settembre. |
| Controllo stadi adulti e Repellenza |
PELMIX |
Scioglie le cere cuticolari e agisce sul sistema nervoso dell'insetto. |
8-10 ml/L. Trattare fino a 2 volte a settimana per almeno 2 settimane. |
Perché scegliere le nostre soluzioni biologiche?
Combattere la Takahashia japonica con questi prodotti garantisce una massima tutela per l'ambiente e per gli ecosistemi. Avendo un residuo zero sulle piante e sull'ambiente, viene tutto degradato naturalmente in poco tempo ed ha nessun o limitato impatto sugli insetti utili.
Per distribuire questi prodotti (sempre che non siano le soluzioni già diluite) hanno necessità di essere diluite in acqua e irrorati sulle piante con pompe o a pressione o a batteria. Qui di seguito una selezione delle nostre migliori pompe irrorazione a batteria e irroratori a pressione: