Gli afidi sono come noi: potendo scegliere, preferiscono nutrirsi di una pianta molle, dolce, succosa, anziché di una dura, fibrosa, asciutta. Peccato che un vegetale diventi tanto più molle quanto più subisce uno stress: la sua consistenza abituale, di pianta sana, è piuttosto coriacea e dunque sgradita ai "pidocchi delle piante". Ma gli stress sono all'ordine del giorno per tutte le piante: oltre a coltivarle correttamente, possiamo aiutarle a rinforzarsi attraverso prodotti chiamati "corroboranti" che, fra l'altro, le rendono poco appetibili ai parassiti animali e alle malattie fungine, a partire proprio dagli afidi.
Cosa sono gli afidi e dove stanno
Questi insetti nocivi sono multiformi: con ali o senza. Afidi bianchi, afidi neri, afidi gialli, afidi verdi: lunghi da 1 a 1,4 mm. Appartengono a specie diverse e colpiscono praticamente tutte le piante, dagli abeti alle zucche, passando per gli arbusti, i rosai, le erbacee da fiore o da foglia, le orticole e gli alberi da frutto.
Si fanno vivi nella bella stagione: dall'inizio di marzo nel Sud Italia e dalla metà-fine marzo nel Nord Italia si notano già sulle piante in esterni.
Si ammassano di preferenza sui germogli, dove i tessuti sono più morbidi, perché proprio lì si stanno formando le nuove foglioline e i boccioli. Lì formano una sorta di manicotti brulicanti di individui.
Danni da afidi
- I danni che causano sono gli stessi su tutti i vegetali: innanzitutto pungono i tessuti deformandoli e sottraendo linfa, fino a causarne il disseccamento. I soggetti colpiti smettono di crescere e soprattutto di fiorire.
- Con la puntura, possono trasmettere pericolosi virus da una pianta a un'altra: contro di essi non esistono rimedi, se non l'eliminazione delle piante colpite.
- Come sostanza di scarto, gli afidi emettono un liquido zuccherino (di nome "melata") che imbratta la vegetazione sottostante la sede della colonia ed eventualmente oggetti e pavimentazioni che diventano appiccicosi.
- Sulla melata che copre le foglie si può sviluppare un fungo, la fumaggine, di colore nero che crea una patina scura, non solo brutta a vedersi, ma dannosa per la foglia che non può più svolgere bene la fotosintesi clorofilliana.
- Infine, gli afidi richiamano le formiche, ghiotte di melata: sulle piante si noterà un continuo via vai di minuscoli insetti neri.
Come prevenire ed eliminare gli afidi
L'arrivo di tutti i parassiti, animali e fungini, si previene allevando correttamente le nostre piante: spazio adeguato, terriccio adatto, drenaggio ove occorre, irrigazione corretta, concimazione idonea, a cui aggiungere i prodotti corroboranti che irrobustiscono le piante rendendole sgradite alle forme nocive.
C'è un dettaglio sulla concimazione che in molti trascurano: troppo azoto produce tessuti molli e succulenti, esattamente quelli che gli afidi cercano. Meglio dosare con parsimonia e puntare su concimi a lento rilascio.
Quando gli afidi sono già comparsi, la tentazione è di intervenire subito con qualcosa di forte. Prima però vale la pena capire a che punto si è: una colonia appena comparsa si affronta diversamente da un'infestazione bella e consolidata. Per i rimedi per gli afidi più immediati, quelli da tirare fuori quando il problema è già visibile, la miscela giusta per ogni litro d'acqua è Sapone Molle (10 mL), Pelmix (10 mL) e Olio di Neem (10 mL). Si versano prima i liquidi, si aggiunge l'acqua poco alla volta mescolando, poi si nebulizza su tutta la chioma insistendo sotto le foglie e sui germogli, dove la colonia si concentra di più.
Il tuo giardino merita di splendere (senza ospiti indesiderati)
Sappiamo che veder soffrire le proprie piante è frustrante, ma con i giusti alleati la battaglia contro gli afidi è già vinta a metà. Se oltre a questi piccoli invasori hai notato altre anomalie o se il tuo pollice verde ha bisogno di un secondo parere, non esitare: scattaci una foto e mandacela su WhatsApp! Siamo qui per analizzare il problema insieme a te e trovare la soluzione mirata.
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Domande frequenti sugli afidi
Perché vengono gli afidi?
Non è solo sfortuna. Gli afidi scelgono le piante in difficoltà: troppo concimate con azoto, irrigate male, in spazi angusti o esposte a sbalzi termici. Una pianta stressata produce tessuti morbidi e ricchi di zuccheri, una tavola imbandita. Lavorare sulla salute della pianta con prodotti corroboranti non è solo una scelta biologica: è il modo più efficace per renderla poco interessante già prima che arrivino.
Quando arrivano gli afidi?
Nelle zone più miti del Sud Italia le prime colonie si vedono già a febbraio, sulle piante in fiore anticipato. Al Nord la comparsa è di solito tra fine marzo e aprile, ma dipende molto dall'andamento stagionale. Le temperature miti e i germogli freschi sono il segnale che stanno per arrivare: è esattamente in quel momento , prima di vederli , che ha senso iniziare i trattamenti preventivi con i corroboranti.
Come si formano gli afidi?
In modo fastidiosamente rapido. In primavera e estate le femmine si riproducono per partenogenesi , senza maschi, partorendo direttamente giovani già vivi. Una singola femmina può dare origine a decine di individui al giorno; in condizioni favorevoli una colonia passa da pochi esemplari a centinaia in meno di una settimana. È il motivo per cui conviene intervenire appena si vedono i primi: aspettare qualche giorno fa una differenza enorme.
Quanti tipi di afidi esistono?
Nel mondo ne sono state classificate oltre 4.000 specie; in Italia quelle attive su piante coltivate e ornamentali sono alcune centinaia. Cambiano colore, dimensioni e piante preferite, ma il meccanismo con cui si nutrono e i danni che causano sono praticamente identici per tutte. Anche i rimedi funzionano trasversalmente: Sapone Molle, Olio di Neem e Zeolite Mix non fanno distinzioni di specie.
Che piante attaccano gli afidi?
Quasi tutte, ma alcune le prediligono in modo particolare: rose, fagioli, fave, pomodori, peperoni, agrumi, meli e peri sono tra le più colpite. In orto le leguminose e le solanacee sono bersagli frequenti; in giardino i rosai raramente si salvano. Su queste piante vale la pena iniziare i trattamenti preventivi già a fine inverno, prima che i germogli si schiudano del tutto.
Come combattere gli afidi in modo naturale?
L'approccio biologico lavora su due livelli: rendere la pianta poco appetibile, con corroboranti e una concimazione equilibrata , e intervenire sulla colonia quando è già presente, con sostanze di origine naturale. Sapone Molle, Olio di Neem e Zeolite Mix sono i prodotti di base; per infestazioni più ostinate si aggiungono Pelmix e Ottomix Oil. Se preferisci partire con tutto il necessario già dosato, c'è il Kit Afidi.
Come si usa il sapone di Marsiglia contro gli afidi?
Il principio è lo stesso del Sapone Molle professionale: gli acidi grassi del sapone danneggiano il rivestimento ceroso degli afidi, disidratandoli. La differenza sta nella formulazione: il sapone di Marsiglia in pani o scaglie contiene addensanti e profumi che possono ostruire gli stomi delle foglie o lasciare residui indesiderati. Il Sapone Molle per uso agricolo è formulato appositamente per le piante, si scioglie in modo uniforme e si usa a 10 mL per litro d'acqua, da solo o in miscela con Olio di Neem e Pelmix per un'azione più completa.